San Tommaso del Curlo

San Tommaso del Curlo Frate Francesco Anerio, le 25 reliquie e lo scurolo…

A causa della posizione dominante e di un antico nucleo abitativo che a circonda, è l’unica chiesa di Leivi che potrebbe far pensare a un’antica presenza monastica anche se negli atti più antichi che la riguardano, non anteriori al XIII secolo, si legge che, già allora, era officiata dal clero secolare.
Costruita su di un antico percorso di crinale la chiesa di S Tommaso è oggi rimasta in posizione isolata a causa del tracciato dell’attuale rotabile che, abbassandosi per motivi di minor pendenza, ne ha determinato l’isolamento ma già nella seconda metà del Trecento, con l’annessione a San Bartolomeo era iniziato un lungo periodo di decadenza.
Nel 1585, infatti, monsignor Bossio la trovò in condizioni di miseria estrema ed emanò una serie di decreti per restituirle la sua antica dignità anche se per la devozione del popolo essa non perse mai la sua importanza .
Forse fu proprio questa devozione che seguì frate Francesco Anerio (forse originario del Curlo) quando, nel 1617 , donò alla parrocchiale di San Tommaso 25 reliquie, un dono straordinario reso possibile grazie a papa PaoloV che riesumò i corpi di santi martiri romani.
Non sappiamo per quali vie fare Francesco venne in possesso delle reliquie ma si può supporre che l’evento coincise con un rifacimento delle strutture murarie che avrebbero assunto l’attuale fisionomia nonostante i restauri succedutisi nei secoli successivi.
Su tali restauri non abbiamo certezze poiché anche le notizie che possiamo attingere dal Remondini (Parrocchie dell’Aricidiocesi di Genova) sono nebulose: in un primo momento egli afferma che la chiesa fu rifatta tra il 1701 e il 1735 in concomitanza con il rifacimento della parrocchiale di San Bartolomeo dalla quale dipendeva ma subito dopo mette in dubbio la notizia poiché sembra poco probabile che un solo parroco, don Francesco Solari, possa aver costruito due chiese in 34 anni di rettorato.
Tale dubbio è avvalorato dal fatto che negli atti della visita pastorale che compì nel giugno del 1724 il cardinale Lorenzo Fieschi non si fa cenno dell’edificio di San Tommaso ma si parla invece della canonica attigua che viene definita sporca e indecente.

Come le altre chiese del territorio di Leivi anche San Tommaso presenta un aula mononavata coperta con con volta a botte e collegata all’abside tramite il catino absidale. Nell’interno ci sono cinque altari. Sua particolarità è la presenza di uno scurolo cioè un volume ricavato sotto la navata centrale esclusivamente in chiese-santuario, con la funzione di ospitare oggetti di venerazione.
Della storia dello scurolo non sappiamo nulla poiché la lapide relativa alle reliquie dei martiri, che un tempo si trovava al suo interno, e porta la data del 1616, non ci dice se in quella data lo scurolo esistesse già o se fu edificato a seguito dell’acquisizione delle reliquie.
Sempre dal Remondini veniamo a sapere che “…presso la porta di questa chiesa c’è un marmo con le parole construxere 1616 dal che si evince chiaramente che la chiesa del Curlo è del XVII secolo e non del XVIII secolo”.

Purtroppo oggi questa lapide non è più visibile e a noi non restano che tre ipostesi
- la chiesa è stata completamente rifatta nel 1616 per ospitarvi degnamente le sante   reliquie
- la parte antistante è ancora quella precedente al 1616, anzi antecedente al XIII secolo e lo scurolo è stato aggiunto posteriormente
- esisteva una presistenza dello scurolo sul quale è stata edificata la chiesa attuale.

Traduzione dell’epigrafe sotto il reliquiario
L’edicola di questo sacello fu costruita a proprie spese da Francesco Anerio, figlio di Santino, figlio di Ambrogio, nell’anno 1616, e dedicata alla Madonna del Pianto affinchè custodisca le reliquie dei 25 santi che Pellegrina Aneria, figlia di Bartolomeo, ha ordinato nel suo testamento di venerare e (in loro onore ha ordinato) di celebrare una messa in un altare vicino ogni settimana, avendo a tal fine acquistato due rendite, come è chiaramente esposto nei pubblici atti rogati dal notaio Giovanni Agostino Cuneo nel detto anno il giorno 5 agosto e nell’anno 1617, i giorni 19 luglio e 5 ottobre.

L'acciotolato a risseu
tipico di queste zone è il sagrato della chiesa pavimentato con ciottoli policromi lavorati dal mare  e raccolti pazientemente e utilizzati come tessere di un mosaico.

Fonti " Leivi lettura di un paesaggio ligure" di Montagni - Pessa


  • sagrato
  • creusa
  • prima del restauro
  • interno, lo scurolo
  • un reliquiario e la lapide